Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie

UNIONE SPORTIVA OLIMPIA SANT’AGABIO

Quattro gatti Undici leoni

Tra le nebbie d’Ottobre o al sol d’Agosto quattro ragazzi giocano al pallone in mezzo a un prato ,

omaggio del Prevosto ,che di tenerli insieme si propone .

Scarpe da tennis , una mela in mano :la mente cresce sana in corpo sano .

Non hanno una divisa , non importa !

Non è segnato il campo , poco male !

E per giocar delimitan la porta con dei mattoni posti in verticale ;

il sol regolamento ch’è in vigore :

“Ogni tre corner , calcio di rigore ! “

A quelle loro entusiasmanti grida altri ragazzi accorrono a giocare ;

poi qualche adulto se li sceglie e guida e li intromette in cittadine gare .

Passa del tempo , alfin ( bontà del Prete ! ) ci son le porte nuove e con la rete .

Ci sono anche le maglie e i calzoncini ,e il campo regolar planimetrato ;la squadra da cui escono i Giannini partecipa con zelo al Campionato ,

l’avvio è incerto , tentennante e rude ,però la squadra gioca e non delude .

Il nome “ OLIMPIA “ sorte un certo effetto ,di bocca in bocca corre nel rione e adesso è pronunciato con rispetto per la conquista della promozione .

Di S. Agabio vanto , onor e gloria ,avanti OLIMPIA , verso la vittoria !

Mario Martelli 

 

Usolimpia

LA STORIA 

Risalendo indietro nel tempo , fino ad arrivare alla data di fondazione dell’U.S. Olimpia , ci siamo accorti che sarebbe stato un bel problema pretendere di scrivere una “ Storia “ della nostra Società . Nel caso di una grande Società sportiva , per scrivere la storia basterebbe ricorrere alle annate dei vari giornali specializzati , arricchendola poi di particolari , di altre notizie , che certamente figurerebbero negli archivi della Società , il tutto ben preciso e raccolto , magari , in eleganti volumi rilegati .

Trattandosi dell’Olimpia , basti pensare che soltanto da qualche tempo possiamo vantare una Sede degna di tale nome e che solo in tempi recenti la Società si è organizzata a livello di Segreteria , con tanto di archivio , schedari e raccolta di fotografie .

Quindi precisiamo che , abbiamo chiamato “ Storia “ , forse con qualche pretesa , quello che in realtà vuol essere solo una raccolta di ricordi .

Il lavoro di raccolta, ad ogni modo, è stato notevole. Abbiamo intervistato giocatori e dirigenti che hanno fatto parte della Società nei cinquant’anni di vita ; abbiamo rintracciato notizie in mezzo ad un cumulo di carte polverose dell’archivio parrocchiale ; abbiamo tentato di ricomporre i resti dei vari giornaletti dell’oratorio di tanti anni fa ; abbiamo recuperato fotografie che oramai hanno una patina quasi d’antico . Il tutto per ricostruire il cammino percorso dalla Società  , con una serie di nomi , di risultati , date , informazioni , aneddoti , cercando di disporre tutto quanto in ordine per seguire l’Olimpia dalla nascita ai giorni nostri .

Il punto di partenza, di questo meraviglioso viaggio nel tempo, è stato il Documento Ufficiale di Fondazione, redatto in una paginetta (di cui abbiamo rintracciato una trascrizione), esso riporta lo Statuto della Società, recando, al primo capoverso, la frase: “ Il giorno 13 Giugno 1947 viene costituita in S. Agabio l'Unione Sportiva Olimpia ..“

 

13 GIUGNO 1947

A  proposito di questa data si potrà osservare che , non essendo la matematica un’opinione , risulterebbe che ora , per i festeggiamenti del 50° di fondazione , saremmo in ritardo di un anno , giacchè dalla data di costituzione sono già trascorsi cinquantuno anni . Invece è tutto legittimo : il Documento - Statuto di fondazione , con relativa data , anticipa di circa un anno l’inizio dell’attività sportiva vera e propria , per cui l’autentico anno di nascita dell’Olimpia è il 1948 .

1948 - Quasi si fosse trattato di una setta o di una società segreta, l’Olimpia ha avuto una nascita non troppo chiara, al punto che non si sa con precisione quali persone possano rivendicarsi il merito di aver fondato la Società. Considerando però l’epoca in cui avvenne possiamo affermare , con sufficiente certezza ,  che essa fu il frutto di una serie di circostanze. Si era infatti nell’immediato dopoguerra , in un momento in cui , dopo tanti orrori e privazioni , si ricominciava a vivere . Si era in piena ricostruzione. E’ risaputo che i ragazzi, in ogni Paese, ed in qualsiasi circostanza, hanno sempre avuto bisogno di giocare, anche con poche cose, anche con pochissimo, ed è pure risaputo che, per giocare al calcio, non è indispensabile un’attrezzatura particolarmente dispendiosa: quante volte i vostri padri hanno giocato con una palla di stracci? Ecco quindi che proprio il calcio, che si può giocare anche senza avere grossi mezzi, prese in quegli anni un immediato impulso. Si consideri inoltre che negli anni post-bellici fiorirono  un gran numero di circoli , associazioni , ed organizzazioni giovanili : i gruppi meglio e più velocemente organizzati esercitarono un gran richiamo sulla gioventù , mettendole a disposizione quanto essa chiedeva , in pratica la possibilità di divertirsi .Nella Parrocchia di Sant’Agabio , i Dirigenti dell’Azione Cattolica ( già abbastanza organizzata per richiamare molti giovani ) compresero ben presto la situazione : per circondarsi di ragazzi occorreva offrire loro la possibilità di divertirsi , di sfogarsi , di giocare senza pensieri . Ecco che il calcio , vera valvola di sfogo per l’esuberanza dei ragazzi , faceva proprio al caso loro . Le spese non sarebbero state poi tante , la voglia di giocare non mancava certo , il calcio era lo sport di massa ideale . Si costituì’ quindi , per amore del calcio e per forza di cose l’Unione Sportiva di Sant’Agabio . E non si sa bene per quale motivo fu scelto il nome Olimpia : forse l’ispirazione venne dai Giochi Olimpici , che avrebbero avuto luogo a Londra nel 1948 . Ma questo particolare può essere importante solo per amore di cronaca e di precisione ; quello che in realtà fu importante , in quei tempi , fu la voglia di mettersi a giocare . E con la voglia di giocare si minimizzano tutte le difficoltà : i ragazzi di Sant’Agabio sono orgogliosi , non vogliono andare in altri Rioni , sotto altre bandiere , anche se la Voluntas dei Salesiani vanta ottime attrezzature ed una squadra molto forte , con giocatori che arriveranno anche alla gloria della Serie A . Si resta e si gioca a Sant’Agabio , anche se la poverissima Olimpia non ha nemmeno una sede : se occorre si può usare la sede dell’Azione Cattolica : due stanzette col pavimento in mattone rosso , un armadio pieno di scartoffie ed un calciobalilla tutto di legno e sempre scassato .

Prima di tutto all’Olimpia serve un campo : tutti al Cascinone a togliere le gobbe e a riparare i buchi a quel “ coso “ che poi diventerà il campo dell’Olimpia . Non c’è l’erba? Non importa , nessuno è un coniglio !

Seconda cosa : pare che occorrano le porte , benissimo , niente di più semplice . Alcune piante , lunghe a sufficienza e con una circonferenza accettabile , opportunamente adattate : ecco le

porte . E per evitare che il bontempone di turno le trasformasse in legna da ardere , queste vengono installate poco prima della partita e alla fine della gara vengono smontate e ricoverate in sede . Sempre cosi’ , per ogni partita . Le reti? Non facciamo ridere , non se ne parla proprio. Altro problema : maglie e palloni o meglio , un pallone . Colletta generale , sbatacchiando a dovere quelli che non vogliono mettere i quattrini perché non giocano .

Problema risolto . C’è tutto , non manca niente .

Diamo ora un’occhiata al parco giocatori ed ai Dirigenti . Va detto subito che i dirigenti erano un po’ tutti ed un po’ nessuno . Dato che tutti quanti i giocatori facevano parte dell’Azione Cattolica , i dirigenti della stessa figuravano anche da dirigenti della squadra . Si formano le squadre scegliendo i giocatori : Allara , Bonelli, Bracaloni , Canna , Carpani , Crocchi , Ebranati , Galloni , Garzia , Martignoni , Monfrinoli , Noè , Pavesi , Quaglia , Rossetti , Rosso , Sala , Scarenzi , Sguazzotti , Ugazio , Zambruno .

Maglie azzurre , calzoncini bianchi : la prima divisa ufficiale .

Erano proprio i primi passi , gli anni ruggenti , in cui tutto fu difficile , considerando specialmente gli avversari tipo Voluntas , già ben organizzata , mentre nell’Olimpia si giocava con il modulo  “ uno dieci “  ( tutti all’attacco ) ,  oppure con il modulo “ vegnindrè “ ( tutti in difesa ) . Per la prima squadra furono batoste terrificanti , in quel primo campionato si giocò la Coppa di Novara e si perse con allegria : l’importante era aver cominciato . Ai nostri antenati non sembrava vero di giocare sul serio in una squadra vera , con le maglie uguali , tutti amici , tutti del Borgo . Nonostante le sconfitte il morale era alto . La squadra Ragazzi , invece , nel campionato a loro riservato , riportò una brillante vittoria : quei terribili ragazzini le suonarono a tutti e vinsero la  “  Coppa  “ con alcuni risultati addirittura incredibili ( 7-1 , 7-2 ,   23 - 0 , 31 - 2   ! )

1949 - I faticosi primi passi furono aiutati dalla grande passione di tutti i giocatori : nessuno faceva storie per quel brutto campo , per quelle porte confezionate artigianalmente , per la rete cosi’ trasparente che sembrava proprio non ci fosse ; ogni giocatore lavava la sua maglia e guai a non riportarla stirata .

Cominciarono anche i primi aneddoti , i primi gustosi quadretti . Ermanno Bonelli , si ricorda , aveva un’abilità particolare per conservarsi sempre perfettamente pulito , anche quando pioveva ed i suoi compagni terminavano la partita coperti di fango . Si ricorda poi la sofferenza autentica per Norberto Canna quando doveva calzare le scarpe regolamentari con i bulloni : i suoi piedi erano cosi’ induriti dal lavoro nei campi che passeggiava agevolmente anche sui cocci ; giocava benissimo senza scarpe , tirando delle gran legnate , ma per la gara ufficiale doveva sottoporsi alle sevizie delle scarpe volute dal regolamento .

1950 - Bene o male , con la stessa inquadratura , l’Olimpia vivacchia per un paio d’anni , fino ad arrivare al termine della stagione 1949 - 1950 . Si avverte però la necessità di allargare i quadri , di attirare ancora più ragazzi . Per la categoria Ragazzi è oramai tempo di portare la formazione da sette a undici giocatori , soprattutto è necessario consentire , anche ai non iscritti all’Azione Cattolica , di far parte dell’Olimpia .

In quei tempi in Novara si era di fronte alla rinascita del Centro Sportivo Italiano , grazie all’attività di Don Aldo Mercoli . Sotto la  bandiera del CSI accorrono molte Società con le loro squadre , tra cui l’Olimpia .

La prima squadra dell’Olimpia partecipa quindi al campionato CSI del 1950 - 1951 con la seguente formazione tipo : Ferri (Carpani ) , Curino , Migliavacca , Corghi , Bellati , Allara , Tagliani , Belussi , Damini . Martignoni , Sala . Erano inoltre a disposizione Bracaloni , Ticozzi e Verri .

Per la prima volta nella storia della Società , l’Olimpia ha anche un Presidente ufficiale : Mario Monfrinoli , che all’occorrenza è anche giocatore .

Quel campionato per l’Olimpia andò abbastanza bene , ottenendo nella classifica finale un quarto posto per nulla disprezzabile : Le maglie erano azzurre con banda trasversale bianco-rosso-nera . Quell’anno vide anche i primi allenamenti ufficiali , proprio una cosa seria ! , anche da questo si ha la conferma della smisurata passione dei giocatori ; l’allenamento si doveva per forza tenere il  sabato pomeriggio e le partite ufficiali erano ovviamente alla domenica ! .

Quell’anno l’Olimpia ebbe anche la soddisfazione  di pareggiare con la Voluntas ( che era sempre stata la sua bestia nera ) , in un memorabile 2 -2 ; il portiere di riserva , Carpani , quel giorno giocò all’ala sinistra , segnando addirittura la rete del pareggio a pochi minuti dal termine . La più lunga delle trasferte del campionato fu a Granozzo : tutti in bicicletta , naturalmente andata e ritorno , con l’intermezzo della partita e della mangiata di salami . In occasione della festa patronale di Sizzano , l’Olimpia andò a giocare , contro la formazione locale , una partita organizzata tramite il Sala , che aveva dei parenti ......... cosi’ lontano .

I giocatori andarono in treno , fecero la loro bella partita e soprattutto una gran mangiata confortata dal buon vino , anche se attorno a loro c’era qualche faccia scura perché il Sizzano aveva perso .

1951 - Non si sa bene come , l’Olimpia trova , per il campionato 1951 - 1952 undici maglie neroazzurre ed altrettanti pantaloncini neri ( addirittura per il portiere si trovano i pantaloncini imbottiti ) . La direzione della Società viene affidata a Paolo Corghi , naturalmente anche giocatore e naturalmente anche capitano . Si ringiovaniscono anche i quadri , limitando la partecipazione ai ragazzi nati al massimo nel ’31 . Formazione tipo : Ramellini ( Ferri ) , Sguazzotti , Galloni , Migliavacca , Carpani , Corghi , Brighenti , Belussi , Martignoni , Garzia , Battocchio . Giocarono inoltre Dalleolle , D’Aquino e Ticozzi .

In quel campionato arrivarono le prime soddisfazioni nel gioco e nei risultati . Allora erano i tempi d’oro per una squadra del Borgo S. Martino , la Juventus Archimede , che le suonava a tutti di santa ragione .

Si ricorda con particolare orgoglio proprio la gara Olimpia - Archimede : per i nostri fu durissima , e dopo il primo tempo perdevano per 0 - 3 . Nell’intervallo , capitan Corghi suonò la riscossa : “ Ragazzi quelli non sono più forti di noi , adesso pareggiamo ! “ E nel secondo tempo , infatti , l’Olimpia riusci’ a pareggiare , tra la meraviglia di tutti . Fini male ugualmente , con vittoria dell’Archimede all’ultimo minuto .

Il campionato , in ogni caso , terminò con l’Olimpia al terzo posto , il che significava , oltre alle medaglie di bronzo , la conquista di un premio consistente in una serie di maglie gialle senza numeri . Anche quell’anno il Sala organizzò la partita amichevole a Sizzano , ma andò piuttosto male ; l’Olimpia vinse largamente , ci furono botte da orbi in campo e fuori , specialmente alla fine della gara , per cui andò a monte la pappatoia finale , con i nostri che cercavano scampo sul treno . In compenso fu organizzata un’altra amichevole a Briga Novarese , sempre per la festa patronale , e tutto andò benissimo .

 

1952 - Entrano forze nuove tra i giocatori , Corghi , per motivi di lavoro , lascia la carica dirigenziale affidandola ad Armando Carpani . L’Olimpia si presenta al campionato 1952 - 1953 con le maglie gialle vinte l’anno prima e con la seguente formazione tipo : Ramellini ( Ferri ) , Sguazzotti , Galloni , Migliavacca , Carpani , Canetta , Polver , Belussi , Beltramini , Corghi , Francovich . Si disponeva inoltre di Dalleolle , D’Aquino e Parzini .

Mentre la seconda squadra partecipa con discreto successo al campionato Ragazzi , la formazione principale ottiene ancora il terzo posto nella classifica finale del campionato , conquistando gli stessi premi dell’anno precedente ( medaglie di bronzo e maglie gialle ) . Quello fu l’anno d’oro per la squadra di Varallo Pombia , mentre l’Olimpia , per una serie di circostanze , fu decisamente sfortunata . Alla vigilia di Olimpia - Varalpombiese , gara di cartello , il portiere di riserva Ferri , decide di fare il prezioso e si rifiuta di rimpiazzare il portiere titolare Ramelllini infortunato ; è costretto a tornare tra i pali il dirigente Carpani , ex portiere , ex ala sinistra ed in quel periodo difensore centrale . Con un po’ di batticuore , la gara finisce bene per l’Olimpia che si impone per 4 - 2 . Al ritorno , però , a Varallo Pombia c’è aria di vendetta . Per la conquista del primo posto la gara si fa ben presto cattiva , con legnate a fine gara per tutti , giocatori , spettatori e arbitro . L’Olimpia perde per 3 - 2 , viene multata e tanti saluti al primo posto . Fu perso anche il secondo posto in classifica perché i nostri , nella trasferta ad Oleggio , arrivarono in ritardo col treno : dal campo se n'erano andati tutti e l’Oleggio vinse per 2 - 0 a tavolino .

Campionato a parte , capitarono altri fatti alquanto movimentati : ad esempio , a conferma che le “ amichevoli “ andavano bene solo per un anno ( come a Sizzano ) , ci fu la seconda gara amichevole a Briga , con parapiglia generale e fuga attraverso i campi .

Quell’anno l’Olimpia fu invitata alla partita d’inaugurazione del campo sportivo nei pressi di Barengo . Il campo “ nuovo “ era stato ricavato in maniera singolare , ricoprendo di terra un piccolo fossato che limitava due praticelli . In quella occasione fu organizzata la prima trasferta in torpedone , Accadde che , a parte la valanga di reti che subi’ l’Olimpia , durante la gara scoppiò un terribile temporale : un vero diluvio , con il ruscelletto coperto di terra che ridiventò quello di prima , con il pubblico ed i giocatori che si riparavano dalla pioggia tutti quanti sul torpedone dell’Olimpia . Dopo tutta quell’acqua la gara riprese e quando il portiere Carpani sbattè una capocciata contro un palo , fu rianimato con una gassosa !

1953 - Alla fine della stagione 1952 - 1953 l’Olimpia incappò in una profonda crisi : la squadra era composta in prevalenza da giocatori che l’anno successivo sarebbero stati “ fuori - quota “ per il campionato CSI , ed i ragazzi della seconda squadra , erano troppo giovani per ben figurare nello stesso campionato . Si cercarono quindi i fondi per iscrivere l’Olimpia al Campionato della Federazione Italiana Gioco Calcio , in seconda divisione ( quella che attualmente sarebbe la terza categoria ) . Fu impresa vana .

La sola decisione da prendere , in quella circostanza , era quella di sospendere l’attività della squadra maggiore . Seppur a malincuore , l’Olimpia dovette stare in letargo e aspettare che le giovani leve crescessero , con la speranza intanto di trovare un po’ di quattrini .Si continuò con la squadra Ragazzi , con i giocatori della categoria fino a diciassette anni , ma era chiaro che l’entusiasmo non era precisamente alle stelle , visto che la Società non svolgeva attività per quanto concerneva la prima squadra . L’entusiasmo , i sacrifici , tutte le iniziative per consentire all’Olimpia di sopravvivere : tutto finito , tutto in niente . Quei ragazzi , che giocavano nell’Olimpia di vent’anni fa , oggi ci dicono : “ Non abbiamo potuto fare di più , non ci aiutava nessuno ! “ .

E pensare che la buona volontà non era mai venuta meno ; i fondi per poter continuare furono cercati con ogni mezzo : alcuni cercarono di farsi aiutare da alcune Ditte del Rione , altri bussarono alle porte di privati cittadini , si allesti’ una Filodrammatica per racimolare qualche cosa con delle recite ; addirittura fu inventato un Totocalcio su scala ridotta , per i ragazzi dell’Oratorio , chiamato “ TOTORANA “ .

Non fu proprio possibile continuare in quel tempo . Mancavano i quattrini . Sembrerebbe , la storia dell’Olimpia , la storia di una squadra alla ricerca dell’Arca Perduta . E’ invece la storia dei ragazzi dell’Oratorio di Sant’Agabio : un Oratorio povero nella povera periferia della città.

La sede dell’Azione Cattolica , in quei tempi si trasferi’ da Piazza della Chiesa in Via della Riotta , in un salone che fu rapidamente battezzato “ Siberia “ a causa del problema del riscaldamento . In quel salone c’era ben poco per divertirsi e l’attività dell’Olimpia era pressochè ferma : ecco che alcuni ragazzi s'orientarono verso altri lidi , verso altre occasioni di divertimento . Principalmente quelli più “ malati “ di calcio , quelli con la gran passionaccia cercarono rapidamente di inserirsi in altre squadre : visto che l’Olimpia aveva soltanto una squadra di ragazzi , era opportuno cercarsi una Società per continuare l’attività agonistica .

1958 - Negli anni che vanno dal 1953 al 1957 , l’attività è limitata praticamente al settore dei ragazzi , con una sola squadra che partecipa ai campionati del CSI . Il campo di Via Cascinone , grazie al lavoro di alcuni volenterosi , viene migliorato ed allargato . Contemporaneamente vengono effettuati vari tentativi per ricostruire la Società , tentativi che falliscono rapidamente , di fronte al problema dei quattrini . Inoltre va detto che i migliori giocatori di Sant’Agabio erano già inquadrati in altre Società , come ad esempio Ugazio , nell’Omegna , Favaretto , Raffaghelli , Paolotti , Bonzani e Cavagna nella Voluntas . Oltre che all’assoluta mancanza di fondi , si era anche di fronte alla scarsità di uomini . Ma venne però una idea buona a salvare la situazione . Ci si era accorti che , a fronte di un calo dell’attività dell’Olimpia , nella zona della Montecatini , ed attorno al gruppo Sportivo Wild , gravitavano molti ragazzi , riuniti in squadre non organizzatissime e senza troppe pretese . C’era quindi la possibilità di agganciare questi ragazzi , sventolando sotto i loro nasi il nome dell’Olimpia e la possibilità di ricostruire la squadra .

Fidando soprattutto sulla gran buona volontà dell’Assistente dei giovani , Don Luciano Lilla , il Parroco Mons. Eugenio Lupo convince alcuni volenterosi a “ darsi da fare “ perché l’Olimpia riguadagni almeno le posizioni di alcuni anni prima . Don Luciano ebbe l’idea di organizzare un Torneo , senza troppe pretese , ma che servisse a richiamare un po’ di giocatori sotto il nome di Olimpia e che consentisse di interessare nuove persone alla situazione del calcio a Sant’Agabio . Grazie all’interessamento di Giovanni Bonzani e di Dino Paolotti ( tanto per citarne alcuni ) , ritornati all’ovile dopo qualche campionato nella Voluntas , grazie all’infaticabile attività di Aldino Tudisco , viene organizzata la “ Prima Coppa Martelli “ sul campo di Via Cascinone . Non importa se l’organizzazione non fu perfetta , non importa se si videro squadre non precisamente irresistibili : l’importante è che si ritrovò la forza e la voglia di rimettersi a lavorare per l’Olimpia , e che si videro volti nuovi nell’ambiente . Tudisco era un ragazzo capace , gran lavoratore , che non lesinava sacrifici per offrire ai ragazzi dell’Olimpia una guida sicura per praticare dello sport sano . La Coppa Martelli vide il successo della squadra del Rione San Giuseppe ( l’Edelweiss ) e vide soprattutto le premesse per ricostruire un buon numero di giovani attorno al nome dell’Olimpia .

Durante l’estate si lavora alacremente per confermare i sintomi di ripresa , con idee chiare , con prospettive modeste ma serie e concrete . In quei tempi , era il periodo iniziale dei tornei notturni , gli sportivi erano contenti di vedere qualche partitella anche nel periodo estivo , quando erano finite le appassionanti battaglie della tifoseria del “ grande calcio “ , quello della Serie A ; per cui i tornei notturni ebbero immediata fortuna . Proprio nell’estate del 1958 , la sezione sportiva della Bicocca organizzò il primo Torneo Notturno a Novara , riservato alla categoria Ragazzi . Ottima occasione per i ragazzi di Tudisco di continuare l’attività : l’Olimpia partecipa e si classifica brillantemente al secondo posto .

1959 - Quando poi in Ottobre riprendono i campionati CSI , l’Olimpia si trova a disporre di un buon numero di ragazzi come ad esempio : Amadi , Antoniotti , Astori , Begamini , Curino , Fregonara , Gatti , Pasquali , Pavesi , Prato , Tacchini . L’Olimpia partecipa al campionato Juniores con alterna fortuna : dopo un buon avvio , si ebbe un certo declino ; nei ragazzi non era ancora entrata bene in testa l’idea di giocare per una Società seria e ben operante , per cui sovente erano le scappatelle di alcuni per andare a vedere le partite del Novara . E’ chiaro che il Novara esercitava pur sempre un certo richiamo , perlomeno maggiore delle partite dell’Olimpia . Quando poi i risultati positivi arrivavano con fatica , in casa dell’Olimpia le “ crisette “ erano frequenti . A ciò si aggiunga che i migliori prodotti calcistici di Sant’Agabio continuavano ad emigrare verso altre Società : Novara ( che si prese dall’Olimpia Giannini e Lavè ) , Sparta , Voluntas , per parlare solo delle squadre cittadine .

Il campionato 1958 - 1959 , quindi non andò precisamente a meraviglia tranne qualche bel risultato verso la fine . Ma per fortuna si tirò avanti , grazie alla gran tenacia di Tudisco ed all’amicizia che legava i giocatori . Anche se venne qualche pesante batosta nell’ordine della dozzina di reti subite . In primavera le cose migliorarono , grazie al “ prestito “ di Lavè e Giannini da parte del Novara , e l’Olimpia cominciò a farsi rispettare . Si ricostituiva , piano piano , la coscienza di giocare per divertirsi , si , ma in una squadra seria . Indimenticabili battaglie sportive sui campi , incredibili pedalate per le trasferte , gustosi aneddoti , come quella volta in cui l’Olimpia giocava fuori casa alla Bicocca . La trasferta era ovviamente compiuta in bicicletta , passando attraverso la strada più breve , che era quella del canale - ferrovia e cimitero . Quel giorno il Bergamini trasportava “ sulla canna “ il buon Mario Curino , particolarmente elegante in un bel vestito nuovo ; non si seppe mai bene come andò , ma accadde che nella discesina dopo i binari della ferrovia , la bicicletta del Bergamini si bloccò di colpo e Curino fini’ nel fosso a lato della strada , sprofondando sino alla cintola . Dopo i soccorsi e il cambio dell’abito , Curino arrivò alla Bicocca con giacca , camicia , cravatta , piedi nudi e calzoncini imbottiti da portiere !

L’estate del 1959 vide ancora cose migliori per l’Olimpia . Nella Seconda Coppa Martelli , infatti s’impose proprio l’Olimpia e in seguito Tudisco e Pozzi portarono i ragazzi a vincere il Torneo notturno della Bicocca , giunto alla seconda edizione . Il buon momento dell’attività sportiva a Sant’Agabio non si limitò al calcio. L’Olimpia addirittura si trasformò in “ Polisportiva “ dedicandosi con buoni successi ad altre discipline sportive : pallavolo , atletica leggera , ed addirittura al nuoto . Proprio nel nuoto si ebbe la bella soddisfazione di portare tre ragazzi dell’Olimpia alle finali dei Campionati Italiani CSI .

Nel 1959 fu organizzato a Novara il Palio dei Rioni : si trattava di un torneo notturno estivo ad undici giocatori , tra i vari rioni della città . Giocarono quindi tutti i migliori calciatori novaresi ed il nostro Rione fu rappresentato da : Cavagna , Chiesa , Favaretto , Giannini , Lavè , Morganti , Moro , Radaelli , Raffaghelli , Rizzotti , Rossini , Taggi , i fratelli Tarlao , Udovicich , con l’allenatore Enrico Tacchini . Con le maglie gialle dell’Olimpia , i giocatori di Sant’Agabio si fecero onore , anche se il successo arrise al Rione di Sant’Andrea .

1960 - Al campionato CSI 1959 - 1960 l’Olimpia si presenta con le squadre Juniores ed Allievi , condotte da Tudisco . La squadra Juniores si comporta piuttosto onorevolmente e conquista un significativo terzo posto , chiusa dal Rapid degli anni d’oro ; gli Allievi con una squadra fortissima in difesa ma debole in attacco , si piazza a centro classifica .

Nella pausa estiva l’Olimpia partecipa ancora al Palio dei Rioni , dove si arresta nella fase eliminatoria : c’è però la novità del Palio riservato alla categoria Ragazzi , denominato “ Palio Baby “ : in questo settore l’Olimpia surclassa gli avversari , con una squadra fortissima specialmente in attacco ( Paolotti , Tornielli , Bicchiarelli , Giannini , Bignotti ) . Sempre nel periodo estivo , l’Olimpia si presenta al torneo notturno della Bicocca , dove fa la parte del leone , conquistando il primo e il secondo posto con le formazioni A e B .

Alla ripresa dei campionati l’Olimpia si iscrive con le formazioni Allievi ( otterrà il 5° posto ) e Juniores ( otterrà il 3° posto ) . Tudisco ha la collaborazione di Umberto Biancardi

1961 - Nel Borgo , intanto avviene un fatto importante , la Parrocchia acquista il Circolo Ricreativo Provera , trasformandolo in Oratorio maschile e Circolo ACLI , conferendogli il nuovo nome di “ Convivio “ . Ne conseguono molti fatti nuovi , tra cui lo spostamento al Convivio delle maggiori attività parrocchiali , poi il potenziamento delle attività connesse alle ACLI , tra cui soprattutto la Filodrammatica . Incredibilmente tutto questo nuovo stato di cose va a scapito dell’attività sportiva : l’Olimpia viene messa alle dipendenze della Presidenza ACLI , con la spiacevole sorpresa , per Tudisco e Soci , di vedere limitata l’attività . Infatti viene deciso di consentire la partecipazione alle squadre dell’Olimpia ai soli ragazzi del rione e ciò danneggia non poco la squadra : Tudisco , infatti , si era dato parecchio da fare per rintracciare i giocatori in ogni angolo della città , onde potenziare l’assetto delle squadre , specialmente quella dei Dilettanti , che andava appunto costituendosi . L’imposizione viene a troncare la possibilità di lavorare ad ampio raggio : Inoltre viene venduto il grande appezzamento di terreno di Via Cascinone , nel quale era compreso il campo sportivo dell’Olimpia . Il tutto crea un clima di insicurezza : per l’Olimpia sembra non esserci più posto .

C’è ancora qualche bella prestazione dei nostri giocatori , al Palio dei Rioni , ancora alla Bicocca ( la serie dei Tornei si chiude con un altro successo dell’Olimpia ) ; poi tutto deve bloccarsi : Don Luciano se ne va in Parrocchia a Croveo , Tudisco lascia amareggiato la Società .

L’Olimpia passa quindi alle dipendenze delle ACLI . Sotto la guida di Sestan , l’Olimpia partecipa ai Campionati CSI con le formazioni Juniores e Allievi e , per la prima volta si affilia alla Federazione Italiana Gioco Calcio e si iscrive al Campionato di Seconda divisione .

Va detto subito , per amor di cronaca , che fu quasi un disastro ; con il parco giocatori quasi completamente rinnovato ( Ardizzone , Boca , Ferro , Gaia , Graziano , Cardano , Urdich , Rivolta , Voiglio , Stoppa , Rossi , Giuliano ) , con il nuovo allenatore , con la preoccupazione di spendere il meno possibile , i risultati positivi si lasciano vedere con difficoltà . Si parla ben presto di sospendere l’attività calcistica , si parla di pallavolo , si pensa addirittura alla pallacanestro .

1962 - 1963 - L’Olimpia vive probabilmente il periodo più critico della sua storia . L’organico viene a mancare , i ragazzi lasciano la Società . C’è ancora qualche pallido tentativo , basato più che altro sulla buona volontà di pochi , di ricucire la squadra in completo sfacelo . Ma proprio perché al Convivio ci sono altre attività più di “ moda “ , come ad esempio la Filodrammatica e la musica leggera , il calcio cade in un forzato letargo . L’Olimpia continua cosi’ per qualche anno a partecipare ai Campionati CSI , senza risultati apprezzabili e soprattutto con poca voglia di continuare .

1964 - 1965 - 1966 - Ma ancora una volta , la storia dell’Olimpia continua grazie al contributo di persone nuove . Si inizia , proprio quando si era sull’orlo di una grande crisi , un periodo nuovo , quasi una rinascita . Furono sufficienti due persone appassionate , capaci , incuranti dei sacrifici e della fatica : Mario Pozzati e Fausto Colombo . Pozzati nominato Presidente dell’Olimpia della rinascita , trova la collaborazione di Colombo , fresco santagabiese d’adozione , reduce dall’aver allenato il Mezzomerico e prima ancora quel Rapid che per anni aveva dominato la scena del calcio giovanile novarese . Con un passato ricco di successi , con tanta indomabile passione , Colombo si mette a ricomporre pazientemente i pezzi strappati . Sono sufficienti pochi mesi di lavoro , per reclutare ragazzi nuovi , poi la nuova Olimpia è pronta . Pozzati e Colombo iscrivono l’Olimpia alla FIGC e partecipano al Campionato 1965 1966 con la formazione Juniores . Il lavoro ben fatto dà immediatamente eccellenti risultati e la squadra conquista un significativo secondo posto nella classifica finale .Sulle ali dell’entusiasmo , Colombo e Pozzati insistono nel loro programma , che prevede di lavorare sui giovani . Nel campionato successivo ( 1966 - 1967 ) si costituisce anche la squadra Allievi , oltre alla formazione Juniores che ottiene il primo grande successo : il PRIMO POSTO nel campionato di zona ed il SECONDO POSTO ai Campionati Provinciali .

1967 - 1968 - 1969 - 1970 - Gradualmente il programma dell’Olimpia si evolve , l’attività si allarga e si trasforma , si è lanciati verso la formazione di un’Olimpia veramente organizzata . Altri Dirigenti vengono ad aiutare Colombo e Pozzati nel loro lavoro : Diego Legora e Filippo Pannuto . E le squadre nel Campionato 1966 - 1967 diventano tre : Giovanissimi , Allievi , Juniores , i quali confermeranno il bel risultato dell’anno precedente . In quel periodo , per la prima volta , nacque un grosso problema da risolvere : il problema dell’esuberanza del numero di giocatori . Problema difficile  e delicato , senza dubbio , ma confortante in quanto dava la certezza di essere sulla strada giusta : praticamente da tutta Novara i ragazzi accorrono all’Olimpia . La quale mette le basi per il salto importante , ossia l’iscrizione al campionato Dilettanti di Terza Categoria . Il nuovo Segretario Fernando Sganzetta , si occupa della questione insieme con il Vicepresidente Luigi Tesa e all’allenatore Colombo : si comincia a prendere contatto con qualche nuovo giocatore , con un po’ d’esperienza , poi si preferisce attendere ancora qualche tempo , dando modo ai giovani già a disposizione di maturare . Si continua pertanto con le stesse tre squadre di Juniores , Allievi e Giovanissimi , e nel campionato 1968 - 1969 i risultati sono ancora più brillanti , con la squadra Juniores che vince il Titolo Zonale , poi quello Provinciale ed arriva alle finali Regionali . Stessa inquadratura nel campionato 1969 - 1970 , con risultati praticamente identici e con i nostri Juniores praticamente imbattibili nella Provincia ( in 32 gare di Campionato segnarono ben 129 reti ! ) e le altre due squadre su livelli più che buoni .